Come andare in pensione nel 2024?

di Roberta Pavanello
15 Gennaio 2024

Anche quest’anno la Legge di Bilancio porta con sé modifiche alle modalità di accesso alla pensione e al calcolo dei trattamenti spettanti; da diversi anni si discute l’esigenza di una riforma strutturale ma si è ripiegato ancora una volta su un intervento limitato ad alcune misure, quasi sempre peggiorative.

Esaminiamo gli elementi di maggior rilievo riguardanti il settore privato

Nessuna novità per l’accesso principale alla pensione di vecchiaia, che rimane fissato a 67 anni di età e 20 anni di contributi, e per il conseguimento della pensione anticipata, per la quale occorrono sempre 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Misure prorogate

Vengono confermate per l’anno 2024, con alcune modifiche:

  • Opzione donna: continua ad essere considerata una misura transitoria, anche se presente nel nostro ordinamento da oltre 10 anni. I requisiti sono il possesso al 31/12/2023 di 35 anni di contributi e 61 anni di età, a condizione che la domanda riguardi un soggetto che sia caregiver, disoccupata, o invalida civile almeno al 74%;
  • Ape sociale: la modifica riguarda solo il requisito anagrafico, che passa da 63 anni a 63 anni e 5 mesi con 30 o 36 anni di contributi versati, invariati i requisiti soggettivi (caregivers, disoccupati, invalidi civili almeno al 74%, addetti ad attività faticose);
  • Quota 103: riguarda coloro che entro il 31/12/2024 avranno compiuto 62 anni di età e versato 41 anni di contributi. La misura è molto meno appetibile del passato perché il calcolo della pensione verrà fatto per intero con il sistema contributivo, che come è noto è penalizzante per la maggior parte dei soggetti. Inoltre si dovrà attendere la finestra di 7 mesi prima di percepire la pensione, invece dei precedenti 3 mesi.

E per i giovani come cambiano le cose?

I lavoratori che si sono iscritti alla previdenza dopo il 1 gennaio 1996, e sono quindi soggetti contributivi puri, potranno accedere alla pensione di vecchiaia sempre a 67 anni con 20 anni di contributi versati, ma con un beneficio rispetto al passato: l’importo della pensione dovrà essere pari almeno all’importo dell’assegno sociale (per il 2024 è di € 534,41), mentre prima doveva essere 1,5 volte l’assegno sociale. Questa diminuzione dell’importo soglia è importante, perché se non viene raggiunta la cifra richiesta si devono attendere i 71 anni di età per conseguire il trattamento pensionistico di vecchiaia.


Per contro è peggiorato, per questi lavoratori, il meccanismo di accesso alla pensione anticipata: 64 anni di età e 20 anni di contributi come in passato, ma si devono attendere tre mesi di finestra prima di percepire effettivamente la pensione, e l’importo minimo passa da 2,8 volte ad almeno 3 volte l’assegno sociale, salvo casi limitati.

Come ritrovare anni di contribuzione perduti

La Legge di Bilancio introduce la possibilità di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione: i soggetti iscritti alla previdenza dopo il 1/1/1996 possono riscattare fino a un massimo di 5 anni. L’onere di riscatto

  • è calcolato sulla base della retribuzione dei 12 mesi più recenti;
  • il versamento potrà essere effettuato in massimo 120 rate mensili senza interessi.
    La misura è sperimentale per il biennio 2024/2025 e si presenta molto interessante: dà la possibilità di colmare buchi nella carriera lavorativa, presenti nel periodo 1/1/1996-31/12/2023, che potrebbero un giorno precludere un accesso anticipato alla pensione.

Cosa fare?

La domanda è: tu sai se ci sono buchi nella tua carriera, se ti mancano settimane di contribuzione o addirittura anni? Hai mai verificato la tua posizione previdenziale?
Se l’hai fatto, sei soddisfatto della prospettiva futura? Hai mai valutato la possibilità di integrare il futuro trattamento pensionistico con un accantonamento privato alla previdenza complementare?
Se non hai ancora trovato una risposta soddisfacente a queste domande, puoi rivolgerti al nostro studio per richiedere una consulenza personalizzata. E non esitare, non si è mai troppo giovani per pensare al proprio futuro.