Conto Termico 3.0: guida pratica per privati e imprese

di Matteo Santin
26 Gennaio 2026

Il Conto Termico 3.0 è il principale strumento di incentivazione gestito dal GSE per sostenere interventi di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti. La misura è disciplinata dal DM 7 agosto 2025 ed è pienamente operativa dal 25 dicembre 2025.
Questa guida è pensata per fornire una spiegazione chiara e aggiornata di come funziona il Conto Termico 3.0 e di quanto spetta a privati e imprese, con un taglio informativo adatto alla pubblicazione su un sito web.

Cos’è il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 consiste in un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dal GSE, calcolato in percentuale sulle spese ammissibili sostenute per specifici interventi energetici.
A differenza delle detrazioni fiscali, l’incentivo:
• non riduce le imposte,
• viene pagato direttamente sul conto del beneficiario,
• può essere erogato in un’unica soluzione o in rate annuali.

Risorse disponibili

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 900 milioni di euro all’anno, così suddivisi:
• 400 milioni di euro per interventi realizzati da amministrazioni pubbliche;
• 500 milioni di euro per interventi realizzati da soggetti privati.
All’interno della quota destinata ai privati, è previsto un tetto massimo di 150 milioni di euro annui per gli incentivi riconosciuti alle imprese.

Chi può accedere

Privati
Possono accedere al Conto Termico 3.0:
• persone fisiche;
• condomìni;
• enti non commerciali.
I soggetti privati presentano la domanda solo dopo la conclusione dei lavori (accesso diretto).

Imprese
Sono considerate imprese tutti i soggetti che esercitano un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica. Rientrano in questa categoria anche alcuni enti del Terzo settore che svolgono attività economica.
Per le imprese si applicano regole più restrittive, in linea con la disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Interventi incentivabili

Gli interventi ammessi si dividono in due grandi categorie.

  1. Efficienza energetica
    Tra gli interventi più rilevanti:
    • isolamento termico di coperture, pareti e pavimenti;
    • sostituzione di infissi e chiusure trasparenti;
    • schermature solari;
    • trasformazione degli edifici in NZEB (edifici a energia quasi zero);
    • illuminazione ad alta efficienza;
    • sistemi di building automation.
    L’incentivo è generalmente pari al 40% della spesa, ma può arrivare al 65% per interventi più avanzati e, in casi specifici relativi agli edifici pubblici, fino al 100% delle spese ammissibili.
  1. Produzione di energia termica da fonti rinnovabili
    Rientrano, tra gli altri:
    • pompe di calore elettriche e a gas;
    • caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
    • impianti solari termici e solar cooling;
    • sistemi ibridi e bivalenti;
    • allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.
    In questi casi l’incentivo è calcolato in base all’energia termica prodotta, utilizzando coefficienti tecnici definiti dal decreto.

Quanto spetta ai privati

Per i privati non imprese:
• l’incentivo non può superare il 65% delle spese ammissibili;
• l’erogazione avviene:
o in un’unica soluzione se l’importo è fino a 15.000 euro;
o in rate annuali (fino a 5) per importi superiori;
• non è possibile cumulare il Conto Termico 3.0 con altri incentivi statali a fondo perduto (come l’ecobonus), mentre è ammesso il cumulo con incentivi regionali o europei, nel rispetto del limite del 65%.
Il privato può accedere senza l’obbligo di una ESCo, assumendo però il ruolo di soggetto responsabile nei confronti del GSE, con obblighi di conservazione documentale e controllo che possono estendersi per diversi anni.

Quanto spetta alle imprese

Per le imprese:
• l’incentivo è soggetto a limiti di intensità differenziati in base alla dimensione aziendale (piccola, media o grande impresa);
• opera un tetto massimo complessivo di 150 milioni di euro annui;
• è previsto un limite massimo di 30 milioni di euro per singola impresa e intervento;
• sono escluse le imprese in difficoltà e quelle destinatarie di ordini di recupero di aiuti di Stato.
Le imprese devono inoltre rispettare requisiti tecnici aggiuntivi, come la dimostrazione di una riduzione minima della domanda di energia primaria, e in alcuni casi presentare una valutazione preventiva degli interventi al GSE.

Cumulo con altri incentivi

La disciplina del cumulo con altri incentivi è uno degli aspetti più rilevanti del Conto Termico 3.0 e richiede particolare attenzione.

Regola generale
Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri incentivi statali a fondo perduto in conto capitale. Rientrano in questo divieto, ad esempio, le principali agevolazioni fiscali statali come l’ecobonus o altri contributi ministeriali diretti riferiti ai medesimi interventi.
Restano invece sempre cumulabili:
• fondi di garanzia;
• fondi di rotazione;
• contributi in conto interesse.

Cumulo con incentivi regionali e comunitari
Il divieto di cumulo non si estende agli incentivi non statali. Pertanto, il Conto Termico 3.0 può essere cumulato con:
• incentivi regionali;
• incentivi di enti locali;
• contributi di origine comunitaria (Unione Europea).
In questi casi, tuttavia, deve essere rispettato il limite generale previsto dal decreto:
l’ammontare complessivo degli incentivi non può superare il 65% delle spese ammissibili rimaste effettivamente a carico del beneficiario.
In pratica:
• se una parte della spesa è coperta da un incentivo regionale o UE,
• il Conto Termico si calcola solo sulla quota di spesa residua,
• e il contributo complessivo non può comunque eccedere il 65%.

Deroga per la Pubblica Amministrazione
Per gli edifici di proprietà della Pubblica Amministrazione e da essa utilizzati è prevista una deroga espressa:
• il Conto Termico 3.0 può essere cumulato anche con altri incentivi e finanziamenti pubblici statali;
• il finanziamento complessivo può arrivare fino al 100% delle spese ammissibili.
Resta fermo che, anche in presenza della deroga, l’incentivo del Conto Termico deve rispettare le regole di calcolo e le intensità massime previste dal decreto.

Tempistiche: quando e come vengono erogati gli incentivi

Le tempistiche del Conto Termico 3.0 variano in funzione del soggetto beneficiario, della tipologia di intervento e dell’importo dell’incentivo richiesto.
Presentazione della domanda
• Privati e imprese: la domanda può essere presentata solo a interventi conclusi (accesso diretto), tramite il Portaltermico del GSE.
• Pubblica Amministrazione: è ammesso sia l’accesso diretto (a lavori conclusi) sia l’accesso mediante prenotazione, cioè prima dell’avvio degli interventi.
La richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di conclusione dei lavori o dal collaudo dell’intervento.

Valutazione da parte del GSE
Una volta inviata la domanda:
• il GSE verifica la completezza e la conformità della documentazione;
• in caso di esito positivo, comunica l’ammissione all’incentivo;
• in caso di irregolarità, può richiedere integrazioni documentali.
I tempi di istruttoria variano in funzione della complessità dell’intervento, ma sono generalmente compresi tra 60 e 90 giorni.

Erogazione dell’incentivo
L’erogazione avviene:
• in un’unica soluzione, se l’incentivo complessivo è pari o inferiore a 15.000 euro;
• in rate annuali costanti (da 2 a 5 anni), se l’importo supera i 15.000 euro.
Il pagamento avviene tramite accredito diretto sul conto corrente indicato dal beneficiario.

Obblighi successivi all’erogazione
Il soggetto beneficiario (o il soggetto responsabile, se diverso) deve:
• conservare tutta la documentazione tecnica e amministrativa;
• garantire il mantenimento dei requisiti dell’intervento;
• rendersi disponibile a eventuali controlli da parte del GSE.
Gli obblighi di conservazione e controllo possono estendersi fino a cinque anni dall’ultima rata erogata, con una durata complessiva che, nei casi di erogazione pluriennale, può arrivare a circa dieci anni dalla fine dei lavori.

In conclusione

Il Conto Termico 3.0 rappresenta uno strumento rapido e diretto per sostenere la transizione energetica, particolarmente interessante per chi preferisce un contributo immediato rispetto alle detrazioni fiscali.
La convenienza varia in funzione:
• del soggetto beneficiario (privato o impresa);
• della tipologia di intervento;
• della possibilità di cumulo con altri incentivi;
• dei limiti di spesa e di intensità applicabili.
Una valutazione preventiva tecnica ed economica resta fondamentale per sfruttare al meglio l’agevolazione.