Fattura: descrizione generica del bene/servizio ceduto

di Susanna Amadio
29 Aprile 2024

In sede di controllo, gli uffici fiscali si preoccupano di intercettare tutti quei costi che – pur regolarmente indicati in contabilità – potrebbero nascondere operazioni sospette.
Con particolare riferimento alla detrazione, la circostanza che la fattura sia compilata in modo regolare costituisce senza dubbio un passaggio importante al fine di poter esercitare la detrazione dell’Iva assolta “a monte” .

REQUISITI FATTURA

I giudici di legittimità – in diversi modi e termini – hanno affrontato la questione, dando per scontato che la fattura è un documento idoneo a rappresentare un costo dell’impresa a condizione però che “sia redatta in conformità ai requisiti di forma e contenuto ivi prescritti”.

ACCERTAMENTO INDUTTIVO

La condotta del contribuente che si limiti a descrivere in modo generico la prestazione effettuata, legittima l’Ufficio a procedere anche ad una ricostruzione induttiva del reddito del contribuente. Secondo il consolidato orientamento dei giudici di legittimità, infatti, l’omessa indicazione nelle fatture dei dati prescritti dall’art. 21 del D.P.R.n.633/772 integra quelle gravi irregolarità contabili che legittimano il Fisco a ricorrere all’accertamento induttivo ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973.

INDICAZIONI SPECIFICHE IN FATTURA

Le indicazioni riportate in fattura circa la natura e qualità devono essere sufficientemente dettagliate, in modo da consentire l’individuazione del bene o servizio che ha formato oggetto della transazione, non è sufficiente che la fattura si limiti all’indicazione generica delle prestazioni effettuate.