Fattura elettronica per tutti i forfettari

di Alessandro Boatto
12 Dicembre 2023

Scatta l’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutti i contribuenti forfettari e “minimi” a partire dal 2024.
E dallo stesso anno sparisce, invece, l’obbligo di compilazione della certificazione unica (CU) per i redditi erogati a questi contribuenti.

L’obbligo di fatturazione elettronica

Dall’obbligo di fatturazione elettronica, che decorre dal 2019, sono stati esclusi inizialmente i contribuenti che adottano il regime forfettario (legge 190/2014) nonché quelli che si avvalgono del regime di vantaggio (o anche regime “dei minimi”) di cui al Dl 98/2011.

Successivamente l’obbligo è stato esteso anche ai forfettari ma con due decorrenze diverse:
1) dal 1° luglio 2022 per i contribuenti che nel 2021 hanno conseguito ricavi/compensi superiori a 25mila euro (ragguagliati ad anno);
2) dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri.
Pertanto, a partire dal prossimo primo gennaio non sussistono più esoneri e tutti sono obbligati all’emissione della fattura in formato elettronico.

Per l’emissione della fattura sarà possibile utilizzare i servizi delle Entrate o uno dei vari programmi disponibili sul mercato.

L’emissione della fattura

La fattura deve essere emessa utilizzando il codice “RF19” per l’indicazione del regime fiscale, mentre il codice da utilizzare in luogo dell’Iva è “N2.2” (altri casi delle operazioni non soggette).
Il tipo fattura potrà essere il TD01 (fattura) o TD06 (parcella).
Il termine per emettere la fattura è il dodicesimo giorno successivo a quello di effettuazione dell’operazione (pagamento del corrispettivo se prestazione di servizi, consegna o spedizione se cessione di beni mobili), o, nel caso di fattura differita, il termine coincide con il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione.

L’imposta di bollo

Qualora l’operazione superi i 77,47 euro, è dovuta l’imposta di bollo che deve essere assolta telematicamente.
A tal fine, è necessario inserire l’ammontare dell’imposta (pari a 2 euro) nel file inviato al sistema di interscambio e provvedere al versamento mediante la funzionalità web del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’agenzia delle Entrate.
Il termine per il versamento è l’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello del trimestre (31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28/29 febbraio).
Tuttavia, se l’importo dovuto per il primo trimestre non supera i 5mila euro, il versamento può essere eseguito entro il 30 settembre e, se l’importo dovuto complessivamente per il primo e secondo trimestre non supera i 5mila euro, il versamento può essere eseguito entro il 30 novembre.

La scomparsa della CU

L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica generalizzato porta con sé l’abolizione dell’obbligo, previsto per i sostituti di imposta, di certificare i compensi erogati a questi contribuenti.
I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfettario o dei “minimi” non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta.
Tuttavia, oggi è previsto l’obbligo per il soggetto che eroga le somme, se sostituto d’imposta, di predisporre e trasmettere la Certificazione unica da cui emergono le somme in questione.
Lo schema di decreto sulla semplificazione degli adempimenti, in attesa di approvazione definitiva, esonera i sostituti d’imposta dal rilascio della certificazione nei confronti dei forfettari e di coloro che avvalgono del regime di vantaggio.
L’esonero è previsto dal 2024.
Pertanto, entro il prossimo 16 marzo 2024 dovranno essere consegnate le ultime certificazioni uniche, relative ai compensi erogati nel 2023.