Finanziamenti a tasso zero: ecco le imprese che possono accedere

di Alessandro Boatto
29 Aprile 2021

È in arrivo una nuova agevolazione per la copertura degli investimenti effettuati da imprese costituite da giovani e/o donne.
L’incentivo, ribattezzato “Nuove imprese a Tasso Zero”, è promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e mira a sostenere le micro e piccole imprese composte in prevalenza o totalmente da giovani o donne.

In particolare, sono ammissibili le imprese che abbiano una compagine sociale composta per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne di tutte le età.
La maggioranza si riferisce sia al numero di componenti donne e/giovani presenti nella compagine sociale sia alle quote di capitale detenute.
Ad esempio, una società composta solo da un uomo over 35 e una donna/uomo under 35 non saranno ammessi al finanziamento, è richiesta una terza persona che abbia i requisiti.

Le imprese possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.

Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro.
È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile.

I piani di impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Sono previste due linee di finanziamento con programmi di spesa e regime di aiuti diversi, a seconda che le imprese siano costituite da non più di 3 anni oppure da almeno 3 e non più di 5 anni.

Le imprese costituite da non più di tre anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro e possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 20 per cento.
Possono inoltre chiedere un contributo ulteriore, fino al 20 per cento delle spese di investimento, per l’acquisto di materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa.

Le imprese costituite da almeno 36 mesi anni e da non più di 60 possono, invece, presentare progetti che prevedono spese per investimento fino a 3 milioni di euro e anche in questo secondo caso, possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile.
Il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 15 per cento.

E fino a qui le buone notizie.

La cattiva? L’incentivo è a “sportello”.
Cosa significa?

Significa che non ci sono graduatorie né scadenze.
Le domande saranno esaminate in base all’ordine di arrivo con partenza prevista per il prossimo 19 maggio.

Ma attenzione.
Essere tra i primi permette l’accesso alla valutazione ma non basta.

La valutazione avviene in due fasi.
La prima prevede la verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni mentre la seconda l’esame di merito.

La valutazione dei requisiti di accesso, oltre alle caratteristiche dei soggetti proponenti, prende in esame i piani d’impresa.
L’esame di merito, comprendente un colloquio con i proponenti, mira a valutare l’adeguatezza delle competenze tecniche, organizzative e gestionali.

Il proponente deve dimostrare la coerenza del progetto proposto con gli aspetti tecnico-produttivi e organizzativi funzionali alla realizzazione dall’attività imprenditoriale e la coerenza del progetto proposto con le potenzialità del mercato di riferimento.

Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/nuove-imprese-a-tasso-zero

Per chi è interessato, vista la scadenza imminente e i documenti da produrre, non c’è tempo da perdere!