Fondo pensione: accantonare i risparmi pagando meno tasse

di Roberta Pavanello
22 Aprile 2024

Il sistema pensionistico italiano si articola in un “doppio pilastro”: la previdenza di base, gestita da enti pubblici e obbligatoria al momento dell’inizio del lavoro, e la previdenza complementare, che è facoltativa e gestita autonomamente.  Permette di accantonare i propri risparmi e/o il TFR e costituire una rendita che possa un giorno integrare la pensione pubblica.

La previdenza complementare coinvolge diverse categorie di lavoratori, inclusi dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, liberi professionisti, lavoratori parasubordinati.

Il fondo pensione per i lavoratori autonomi

Questi soggetti possono aderire a fondi pensione aperti, gestiti da enti autorizzati, compagnie di assicurazione o società di gestione del risparmio, oppure attraverso piani pensionistici individuali. I complessi meccanismi di impiego delle risorse hanno lo scopo di assicurare il corretto e prudente utilizzo delle somme raccolte a maggior tutela degli iscritti.

Il versamento effettuato è deducibile dal reddito delle persone fisiche nel limite annuale di € 5.164, risparmiando almeno il 23% dell’importo versato. Semplificando, versando 1.000 euro al fondo pensione, verranno investiti 1.000 euro pagando solo 770 euro. E il risparmio aumenta se il reddito del soggetto aumenta, perché diventa più alta l’aliquota IRPEF marginale.

Le prestazioni al momento della pensione

Le prestazioni pensionistiche sono legate al raggiungimento dei requisiti di accesso al regime obbligatorio e richiedono almeno cinque anni di contribuzione al sistema complementare: il fondo pensione mi restituisce quanto ho versato nel momento in cui ho diritto a chiedere la pensione pubblica. Le prestazioni possono essere erogate sotto forma di rendita vitalizia, come una pensione, o fino al 50%, sotto forma di capitale.

La rendita erogata al momento del pensionamento verrà tassata con un’aliquota del 15%, molto più conveniente della normale tassazione, ad esempio, della pensione; dopo 15 anni di adesione al fondo l’aliquota diminuisce ulteriormente fino ad arrivare al 9%.

Prima si aderisce e più si guadagna!

Anticipazioni prima della pensione

L’iscritto al fondo può richiedere un’anticipazione della propria posizione, prima del momento del pensionamento: fino al 75% per spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa, o del 30% per altre esigenze non specificate.

In presenza di determinati requisiti è possibile richiedere la liquidazione della rendita 5 anni prima della pensione; in questi casi si tratta di una Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, la cosiddetta RITA.

Eventi particolari

In caso di decesso dell’iscritto, è previsto il riscatto della posizione accantonata da parte degli eredi o dei beneficiari designati, mentre in caso di morte del pensionato, i beneficiari ricevono il montante residuo o una rendita calcolata su di esso.

C’è sempre la facoltà per l’iscritto di trasferire la propria posizione individuale ad un fondo diverso da quello scelto in fase di adesione, alla sola condizione del possesso di una anzianità di iscrizione al fondo pensione di almeno due anni.

Il riscatto della posizione individuale, può invece essere esercitato unicamente nelle ipotesi di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo.