Forfettari, le ultime verifiche per evitare l’uscita dal regime

di Alessandro Boatto
18 Dicembre 2023

Da quest’anno servono controlli più complessi sui ricavi e sui compensi incassati.
Se si va oltre quota 100mila euro nel 2023 occorre subito cominciare a fatturare con applicazione dell’Iva.

Calcolatrice alla mano

E’ il momento di fare i conti di fine anno per i forfettari: se gli incassi superano gli 85mila euro, il regime è perso.
Requisito indispensabile, oltre che per l’accesso, anche per rimanere nel regime forfettario è non superare la soglia di ricavi o compensi fissata nella legge 190/2014, salita da quest’anno dai 65mila agli 85mila euro.

I controlli da fare

Per la verifica del superamento del limite sono d’aiuto le circolari dell’agenzia delle Entrate, in particolare la 10/E del 2016 e 9/E del 2019.
Il regime forfettario è improntato al criterio di cassa per cui, ai fini della verifica della soglia, rilevano gli incassi e non le fatture emesse.
Il superamento del limite, comporta la perdita del regime a partire dall’anno successivo a quello in cui la soglia è stata superata.
Da quest’anno però c’è un’altra soglia da tenere in considerazione.
La legge di bilancio 197/2022, prevede, infatti, la fuoriuscita in corso d’anno per i contribuenti che percepiscono ricavi o compensi in misura superiore a 100mila euro.
Quindi da quest’anno, la verifica deve essere più attenta perché è possibile sia uscire dall’anno successivo ma anche da quello in corso e, in quest’ultimo caso, occorre affrontare delle conseguenze.

Chi esce subito

L’uscita dal regime forfettario in corso d’anno comporta, infatti, l’assoggettamento a tassazione Irpef ordinaria di tutti i ricavi/compensi dell’anno e l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto «a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del predetto limite».

L’applicazione dell’IVA

Considerato che ai fini del superamento del limite di € 100.000 rileva l’incasso dei ricavi/compensi e non l’emissione della relativa fattura, l’Agenzia evidenzia che:

  • la fattura che comporta il superamento del limite di € 100.000 in corso d’anno, se emessa contestualmente all’incasso, va assoggettata per intero ad IVA;
  • nel caso in cui l’incasso avvenga successivamente all’emissione della fattura, gli obblighi IVA vanno assolti a partire dal momento in cui è stato incassato il corrispettivo e ciò richiede l’integrazione della fattura alla quale l’incasso si riferisce, ancorché emessa antecedentemente all’incasso medesimo.
    La rettifica va effettuata emettendo una nota di variazione in aumento a integrazione della fattura originaria, addebitando l’IVA.

L’incasso del corrispettivo che ha comportato il superamento del limite di € 100.000 rappresenta la linea di demarcazione tra la fuoriuscita dal regime forfetario e l’ingresso nel regime ordinario, con i conseguenti adempimenti ai fini IVA.
A partire dall’incasso, successivo all’emissione della fattura, che comporta il superamento del limite di € 100.000, rientrano nel regime ordinario e vanno assoggettate ad IVA:

  • l’operazione che ha generato l’incasso
  • tutte le altre cessioni di beni / prestazioni di servizi effettuate, ma non ancora fatturate al momento del suddetto incasso;
  • tutte le altre cessioni di beni / prestazioni di servizi effettuate successivamente al medesimo incasso e non ancora fatturate.
    Diversamente, non vanno rettificate tutte le altre cessioni di beni / prestazioni di servizi già fatturate ma non ancora incassate.

A partire dal momento in cui il contribuente entra in regime ordinario IVA, così come le operazioni attive devono essere assoggettate ad imposta, allo stesso modo è possibile esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti.

Le ritenute

Nel caso di fuoriuscita in corso d’anno, le ritenute sono applicabili al momento dell’incasso che comporta il superamento e non in modo retroattivo.
Per la stessa ragione, per le “operazioni passive”, il professionista non assumerà retroattivamente il ruolo di sostituto d’imposta ma soltanto a decorrere dal primo pagamento da effettuare successivamente al superamento del limite (anche se la fattura già ricevuta non indica l’importo della ritenuta).
Nel caso di operazione fatturata anticipatamente rispetto all’incasso, in applicazione del regime forfetario, l’incasso che comporta il superamento del limite deve essere assoggettato a ritenuta.
Diversamente dall’applicazione dell’IVA, ai compensi percepiti successivamente all’incasso che comporta il superamento del limite devono essere operate le ritenute, indipendentemente dalla data di fatturazione.

Le casistiche

In sintesi, sono tre i casi in cui i forfettari potranno ritrovarsi nel 2023:
1) se i ricavi/compensi percepiti non superano gli 85mila euro, anche nel 2024 potranno applicare il regime forfettario (fermo restando il rispetto degli altri requisiti);
2) se i ricavi/compensi percepiti superano la soglia di 85mila ma non quella di 100mila euro, nel 2024 dovranno passare dal regime forfettario all’ordinario;
3) Oltre i 100mila euro, il regime ordinario dovrà essere applicato già dal 2023.