GRATIFICAZIONI DI FINE ANNO AI DIPENDENTI

di Paolo Bergamo
10 Novembre 2025

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, molti datori di lavoro stanno valutando l’erogazione di gratificazioni o premi ai propri dipendenti.

Tassazione ORDINARIA di gratifiche e premi

È importante tenere presente che tutte le somme e i valori erogati ai lavoratori dipendenti sono, in via ordinaria, assoggettati da un lato a contribuzione previdenziale e assicurativa e, dall’altro, a ritenute fiscali.
Questo significa che le somme originariamente stabilite devono essere maggiorate, indicativamente, di circa il 30% a titolo di contribuzione previdenziale Inps e assicurativa Inail (con percentuali diverse a seconda del settore di appartenenza dell’azienda), che grava sul datore di lavoro.

Il lavoratore, a sua volta, vedrà la somma premiante ridotta di circa il 9% per la quota di contribuzione previdenziale a suo carico, oltre che delle ritenute fiscali, variabili in base al suo reddito complessivo.

In sostanza, esiste una notevole differenza tra il costo finale sostenuto dal datore di lavoro e quanto il lavoratore riceve al netto delle imposte.

Questa differenza è chiamata “cuneo fiscale”.

Si può azzerare la tassazione di gratifiche e premi?

Fortunatamente, a determinate condizioni e entro specifici limiti, è possibile erogare gratificazioni azzerando il cuneo fiscale, cioè facendo coincidere il costo aziendale con l’importo netto percepito dal lavoratore.
In particolare, per il 2025, e probabilmente anche per i prossimi due anni, il legislatore ha previsto la totale detassazione e decontribuzione dei beni in natura, fino alla soglia di 1.000 euro (o 2.000 euro nel periodo d’imposta, se il lavoratore ha uno o più figli a carico, anche in condivisione con l’altro genitore).

Quali sono i beni in natura?

I beni in natura non consistono in somme di denaro, ma la legge finanziaria per il 2025 ha equiparato a questo tipo di erogazioni anche il rimborso delle bollette di luce, acqua e gas. È quindi possibile erogare in busta paga, a titolo di rimborso di utenze domestiche, fino a 1.000 (o 2.000) euro netti al lavoratore, senza alcun aggravio contributivo o fiscale.

Anche i buoni spesa rientrano tra i beni in natura. Come funzionano?

Il datore di lavoro acquista buoni nominativi da destinare ai propri dipendenti.

Le società emittenti di questi buoni sono convenzionate con la grande distribuzione organizzata, con le principali catene di elettrodomestici e con le società proprietarie delle stazioni di rifornimento carburante. Il buono rappresenta un determinato valore da spendere negli esercizi convenzionati per fare rifornimento all’auto, la spesa al supermercato o per acquistare prodotti tecnologici ed elettrodomestici nelle grandi catene.

Si tratta, di fatto, di beni in natura che si traducono praticamente in “moneta da spendere”, e senza decurtazioni fiscali. È quindi un’opportunità che merita di essere valutata con attenzione.

Cosa possiamo fare per Voi!

Lo Studio Themis è a vostra disposizione per ogni chiarimento o approfondimento.

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