I BUONI PASTO NEL WELFARE AZIENDALE: UNA SOLUZIONE EFFICACE PER ATTRARRE E TRATTENERE TALENTI

di Paolo Bergamo
06 Maggio 2024

Nel contesto attuale del mercato del lavoro, caratterizzato da difficoltà crescenti nel reperire personale qualificato in diversi settori, è fondamentale per le aziende adottare strategie efficaci per attirare e mantenere le risorse umane.

FATTORI ATTRATTIVI

Tra i fattori che incrementano l’attrattività di un’impresa figurano la sua reputazione, le possibilità di crescita professionale, l’innovazione tecnologica, un ambiente lavorativo positivo e, non ultimo, le condizioni economiche proposte.
In un periodo in cui i contratti collettivi nazionali di lavoro tendono a mostrare una certa stagnazione e i rinnovi si rivelano complessi e dilatati nel tempo, mantenendo inalterati i livelli salariali nonostante l’aumento del costo della vita, diventa cruciale per le aziende esplorare soluzioni alternative per migliorare l’offerta economica ai dipendenti.

WELFARE AZIENDALE

Il welfare aziendale si presenta come una di queste soluzioni, con i buoni pasto che emergono come un’opzione particolarmente semplice e gradita, oltreché vantaggiosa in quanto non impatta (fino a certi limiti) sulla fiscalità e il prelievo previdenziale.

BUONI PASTO

Ma cosa sono? Si tratta di erogazioni sostitutive del pasto che l’azienda può decidere di offrire autonomamente, permettendo ai lavoratori beneficiari di godere di un pasto presso locali convenzionati, per ogni giornata di effettiva presenza al lavoro.

QUANTI TIPI DI BUONI PASTO?

Ne esistono di due tipi:
• Elettronici, che vengono caricati tramite app sui cellulari, con esenzione fiscale e contributiva fino a 8 euro giornalieri;
• Cartacei, anch’essi con esenzione fiscale e contributiva fino a 4 euro giornalieri.

CARATTERISTICHE E AGEVOLAZIONI FISCALI

Questi voucher sono fiscalmente deducibili per l’impresa che li eroga (anche ai fini IRAP) e esenti da imposte e contributi (quindi sostanzialmente un beneficio netto per il lavoratore), sono incedibili, non possono essere convertiti in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare per il loro valore nominale.

COME UTILIZZARLI?

E se un lavoratore preferisse non utilizzarli per consumare pasti fuori casa perché ad esempio si porta il pranzo da casa?
Nessun problema: i buoni pasto possono essere accumulati (fino a un limite di 8) e utilizzati, ad esempio, per acquisti alimentari al supermercato (solitamente le grandi catene sono tutte convenzionate).

CASO 1

• Io però non lavoro oltre la pausa pranzo, perché ho un orario part time. Posso comunque beneficiare dei buoni pasto?
o Per legge, è comunque possibile erogarli. Possibile, ma non obbligatorio.

CASO 2

• Molti giorni lavoro da remoto e non in azienda perché sono uno smart worker. Perdo i buoni pasto?
o Anche in questo caso sarà possibile erogare i buoni pasto anche in assenza di lavoro nella sede.

REGOLAMENTO AZIENDALE A SUPPORTO

È importante ricordare che i buoni pasto NON possono essere distribuiti ad personam, ma alla collettività o categorie omogenee di lavoratori.
Un regolamento aziendale ben strutturato può stabilire in quali casi i buoni non saranno erogati (ad esempio, in giornate lavorative parziali) e a quali categorie limitarne l’erogazione.

Lo Studio Themis è a disposizione per fornire consulenza e supporto nell’esplorazione di questa tematica e nell’attuazione pratica dei buoni pasto come strumento di welfare aziendale, guidando le aziende nella scelta della soluzione più adeguata alle loro specifiche esigenze.