ISAC: dall’INPS lettere di compliance entro il 31 marzo 2026
di Susanna Amadio
Parte la prima sperimentazione degli ISAC (Indici sintetici di affidabilità contributiva) nei settori del commercio all’ingrosso alimentare e dei servizi alberghieri ed extra‑alberghieri.
Il decreto attuativo è stato pubblicato dal Ministero del Lavoro il 3 marzo 2026 e introduce un nuovo strumento per monitorare la congruità della forza lavoro dichiarata rispetto ai dati contributivi.
A cosa servono
Gli ISAC verranno aggiornati ogni due anni e si basano sull’analisi di dati provenienti dagli ISA fiscali, dalle denunce contributive INPS e dalle comunicazioni obbligatorie relative al periodo 2019‑2023.
L’obiettivo è individuare eventuali anomalie tra l’attività economica dichiarata e l’occupazione effettivamente registrata.
Come funziona
Entro il 31 marzo 2026 l’INPS invierà ai datori di lavoro interessati una comunicazione telematica di compliance, segnalando eventuali scostamenti dagli indicatori di normalità e fornendo una stima delle giornate lavorative necessarie per rientrare nei parametri.
Finalità
La comunicazione ha finalità preventive e non comporta automaticamente irregolarità o sanzioni.
Cosa succede
Le imprese considerate virtuose, rientranti nella fascia di normalità, non saranno soggette a controlli ispettivi prioritari.
Nella fase iniziale gli ISAC non si applicano ai datori di lavoro che hanno cessato definitivamente l’attività entro il 1° gennaio 2026.