Malattie gravi e lavoro: nuove tutele per i dipendenti pubblici e privati
di Paolo Bergamo
I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, affetti da tumori, patologie invalidanti o croniche (anche rare) e con un’invalidità pari o superiore al 74%, potranno richiedere fino a due anni di congedo – continuativi o frazionati – non retribuito.
Una misura simile è prevista anche per i lavoratori autonomi, per i quali il periodo massimo di congedo sarà pari a 300 giorni nell’anno solare.
Sono queste le principali novità introdotte dalla legge “Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche”, approvata all’unanimità dal Senato martedì 8 luglio 2025, ma non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Le nuove tutele per i lavoratori dipendenti
Nel dettaglio, per i dipendenti vengono previste alcune importanti garanzie:
• Estensione del periodo di comporto fino a 24 mesi, rispetto agli attuali 180 giorni;
• Possibilità di riscattare il periodo di congedo ai fini pensionistici, attraverso il versamento di contributi volontari;
• 10 ore annuali di permesso retribuito aggiuntive, per visite mediche e analisi, in aggiunta a quelle già previste dalla legge e dai contratti collettivi;
• Accesso prioritario allo smart working, ma solo dopo il termine del congedo e se compatibile con le mansioni svolte;
• Certificazione semplificata della malattia, che potrà essere rilasciata dal medico di medicina generale o dallo specialista.
La legge istituisce anche un fondo di 2 milioni di euro, destinato a finanziare premi di laurea alla memoria di pazienti oncologici.
Le criticità evidenziate
Nonostante il voto unanime, il testo ha suscitato alcune perplessità, condivise anche da realtà come la FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.
Tra i principali limiti segnalati:
• il divieto di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa durante il congedo;
• l’assenza di retribuzione per il periodo di congedo;
• il mancato riconoscimento del periodo ai fini dell’anzianità di servizio e contributiva.
Alcuni di questi aspetti erano stati oggetto di emendamenti, poi respinti. Tuttavia, sono stati in parte recepiti attraverso ordini del giorno che impegnano il Governo a valutare ulteriori forme di tutela per i milioni di lavoratori coinvolti.