Novità 2025: Raddoppia il Termine per la Vendita della Vecchia Prima Casa

di Matteo Santin
06 Maggio 2025

Con la Legge di Bilancio 2025 (art. 1, co. 116 della L. 207/2024), il legislatore interviene in materia di agevolazione “prima casa”, introducendo una modifica rilevante alla nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/86.

Cosa cambia?

Dal 1° gennaio 2025, il termine per la rivendita dell’immobile precedentemente acquistato con le agevolazioni prima casa — qualora il contribuente intenda beneficiare nuovamente dell’agevolazione su un nuovo acquisto — passa da 1 a 2 anni.

A chi si applica?

La novità interessa tutti coloro che, pur essendo ancora titolari di un’abitazione già acquistata con le agevolazioni, intendono avvalersi del beneficio per l’acquisto di un nuovo immobile.

Il termine dei 2 anni decorre dalla data dell’atto di acquisto agevolato e si applica anche retroattivamente agli atti stipulati a partire dal 1° gennaio 2024, purché il precedente termine annuale non sia ancora scaduto.

Cosa comporta l’agevolazione prima casa?

  • Per atti soggetti a imposta di registro:
    -Registro al 2% (minimo 1.000 euro)
    -Imposte ipotecaria e catastale fisse: 50 euro ciascuna
  • Per atti soggetti a IVA:
    -IVA al 4%
    -Registro, ipotecaria e catastale fisse: 200 euro ciascuna

Condizioni per usufruire dell’agevolazione

L’acquirente deve:
• Trasferire la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi (salvo eccezioni per lavoratori all’estero)
• Non essere titolare di altro immobile nel Comune
• Non essere titolare, neppure per quote, di un’altra abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa, salvo impegno a venderla entro 2 anni

Attenzione alle decadenze

Se l’immobile precedentemente agevolato non viene venduto entro 2 anni, si decade dal beneficio ottenuto sul nuovo acquisto e si è tenuti a versare:
• La differenza d’imposta rispetto all’aliquota ordinaria
• Sanzione del 30%
• Interessi di mora
È possibile evitare la sanzione comunicando tempestivamente all’Agenzia delle Entrate l’impossibilità di rispettare il termine.

Conclusione

La modifica rappresenta una significativa apertura nei confronti dei contribuenti, offrendo più tempo per gestire il passaggio da una “prima casa” all’altra senza perdere il beneficio fiscale.

È comunque essenziale monitorare attentamente le condizioni richieste per evitare spiacevoli decadenze.