NOVITÀ SULLA NASpI: CAMBIANO I REQUISITI DAL 1° GENNAIO 2025
di Paolo Bergamo
Dal 1° gennaio 2025 sono entrate in vigore importanti modifiche ai requisiti per ottenere la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il proprio impiego.
Requisiti Generali (Invariati)
Per la maggior parte dei lavoratori, i criteri di accesso alla NASpI restano gli stessi:
• Stato di disoccupazione involontaria, derivante da licenziamento, scadenza del contratto, dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità/paternità.
• Requisito contributivo, con almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti la perdita del lavoro.
Novità per chi si dimette volontariamente e trova un nuovo lavoro
Le nuove regole riguardano in particolare i lavoratori che si dimettono da un contratto a tempo indeterminato e si rioccupano entro 12 mesi.
In caso di perdita involontaria del nuovo impiego, la NASpI sarà riconosciuta solo se il lavoratore avrà maturato almeno 13 settimane di contributi con il nuovo datore di lavoro.
Esempio pratico
• Un lavoratore si dimette volontariamente il 24 gennaio 2025 e si rioccupa il 10 marzo 2025 con un contratto a tempo determinato che termina il 31 marzo 2025.
o Con le vecchie regole, avrebbe avuto diritto alla NASpI sulla base dei contributi maturati negli ultimi 4 anni.
o Con le nuove regole, non avendo raggiunto 13 settimane di contribuzione nel nuovo impiego (10/03/25-31/03/25), non avrà diritto alla NASpI.
• Se invece il nuovo contratto avesse avuto una durata maggiore, ad esempio dal 10 marzo 2025 al 31 agosto 2025, allora il lavoratore potrebbe richiedere la NASpI, avendo superato la soglia delle 13 settimane.
Perché questa modifica?
L’obiettivo della norma è prevenire abusi nell’accesso alla NASpI. In passato, un lavoratore dimissionario, che normalmente non avrebbe avuto diritto all’indennità, poteva accordarsi per un breve contratto a tempo determinato (anche di un solo giorno) per poi ottenere la NASpI sulla base dei contributi versati negli ultimi 4 anni.
Questo meccanismo aveva due conseguenze:
- Il datore di lavoro evitava di pagare il “ticket di licenziamento”, che è dovuto solo in caso di licenziamento da un contratto a tempo indeterminato.
- L’INPS si trovava a erogare una NASpI anche per due anni a fronte di un contratto brevissimo (anche di un solo giorno).
Possibili impatti negativi
Sebbene pensata per contrastare abusi, questa nuova regola potrebbe penalizzare anche situazioni del tutto legittime. Ad esempio, un lavoratore che si rioccupa ma viene licenziato dopo poche settimane per mancato superamento del periodo di prova, senza aver raggiunto le 13 settimane di contributi, si troverà senza alcuna tutela economica.