QUADRO RW: hai soldi o beni all’estero?
di Susanna Amadio
Quando ci accingiamo a raccogliere i dati per la compilazione della dichiarazione dei redditi dei nostri clienti alla domanda:
“Hai beni o soldi all’estero?“
Di solito scappa una risata e la risposta è molto spesso “… Magari !!!”
Normativa di riferimento
Qualsiasi persona fisica, residente in Italia, ai fini del monitoraggio fiscale, deve compilare il quadro RW del Modello Redditi indicando tutti gli investimenti detenuti all’estero e qualsiasi attività finanziaria estera a titolo di proprietà o altri diritto reale, senza prendere in considerazione la modalità con la quale queste attività siano state acquisite.
ATTENZIONE!
Oggi molte realtà economiche si avvalgono di strumenti di incasso elettronici offerti da società estere, come per esempio SUMUP che offre il servizio senza canoni fissi e questo, per chi ha volumi di vendita contenuti, di certo è la soluzione più vantaggiosa.
Attenzione però che se in sede di accordo contrattuale, si opta per l’accredito degli incassi in un conto aziendale offerto dalle stesse società che forniscono gli strumenti elettronici di incasso, è ipotizzabile che il conto corrente possa essere estero!
Quindi attenzione che la normativa del quadro RW potrebbe interessare ciascuno di noi, senza saperlo!
Quali imposte?
L’Imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE) e l’Imposta sul valore dei prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (IVAFE).
Quando sì e quando no
Gli investimenti in beni patrimoniali (a titolo esemplificativo immobili, oggetti preziosi etc) vanno sempre dichiarati indipendentemente dalla effettiva produzione di redditi imponibili.
Per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero, il cui valore totale non è superiore a 15mila Euro non si è tenuti al monitoraggio fiscale e quindi non si deve dichiarare nulla, a meno che non siano attività finanziare da cui derivano redditi di capitale soggetti a IVAFE (quindi che non maturino interessi e plusvalenze).
Tale obbligo esiste anche quando, durante il periodo d’imposta, si sia proceduto disinvestimento totale.
Il quadro RW non deve essere compilato, anche quando le attività finanziarie e patrimoniali vengono gestite da intermediari residenti o comunque quando il contratto dell’investimento è stato concluso proprio da questi soggetti.
O ancora quando i redditi derivanti da queste attività sono state già assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.
Quindi?
Con riferimento alle attività finanziarie, per evitare di compilare il quadro RW, è consigliabile affidarsi ad un intermediario che detenga le attività per nostro conto.
E fino a qui, sembra tutto chiaro, o quasi: è preferibile affidare i risparmi ad un intermediario italiano, così non è necessario produrre documenti al commercialista e non serve dichiarare alcunché nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.