REGIONE VENETO – STOP ALLE ATTIVITÀ LAVORATIVE PER CALDO ECCESSIVO

di Paolo Bergamo
03 Luglio 2025

L’aumento delle temperature, unito a elevata umidità e prolungata esposizione al sole, può causare stress termico, colpi di calore e altri rischi per la salute dei lavoratori, soprattutto di chi opera all’aperto. Questo fenomeno comporta anche un maggiore rischio di infortuni e l’esposizione a sostanze nocive attivate dal calore.

Per questo motivo, la Regione Veneto ha emanato il Decreto n. 32 del 30 giugno 2025, recependo le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, approvate dalla Conferenza delle Regioni.

📌 Cosa prevede il Decreto?

È vietato lo svolgimento di attività lavorative tra le ore 12:30 e le 16:00, dal 3 luglio al 31 agosto 2025, nei seguenti ambiti:

– Settore agricolo e florovivaistico;

– Cantieri edili;

– Cave e relative aree esterne;

a condizione che l’attività si svolga prevalentemente all’aperto e senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole.

Tale divieto si applica solo nelle giornate e nelle aree in cui, secondo la mappa del rischio disponibile su www.worklimate.it, il livello di esposizione per “lavoratori al sole con attività fisica intensa” è indicato come “ALTO” alle ore 12:00.

Restano valide eventuali intese sindacali di miglior favore.

👉 Raccomandazioni generali

Anche in assenza del divieto, è fortemente consigliato rispettare le Linee di indirizzo quando le attività si svolgono all’aperto o in ambienti chiusi non climatizzati, dove il caldo esterno influisce sulle condizioni interne.

⛔ Esclusioni

Il divieto non si applica agli interventi urgenti eseguiti da concessionari di pubblico servizio o loro appaltatori per motivi di utilità pubblica, protezione civile o salvaguardia dell’incolumità pubblica.

⚠️ Sanzioni

La violazione del divieto può comportare responsabilità penali.

🏗️ Cosa deve fare l’azienda?

1. Verificare se l’attività rientra tra quelle soggette al divieto.

2. Controllare la mappa del rischio (www.worklimate.it) alle ore 12:00 per valutare il livello di esposizione della propria area.

3. Se il rischio è “ALTO” e l’attività rientra tra quelle previste:

– Riorganizzare l’attività in orari consentiti (es. dopo le 16:00);

– Oppure sospendere l’attività nella fascia vietata.

In caso di sospensione, è possibile ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni o a Fondi di Solidarietà per compensare almeno in parte la perdita salariale.

Anche se l’ordinanza non si applica direttamente, si può accedere agli ammortizzatori se le condizioni lavorative (es. tetti, DPI, ambienti chiusi) aggravano l’effetto del caldo.

📌 Lo Studio Themis è a disposizione per assistere le aziende nella valutazione dei rischi, nella riorganizzazione dell’attività e nella presentazione delle domande per gli ammortizzatori sociali.