Riforma Fiscale del 2024: Addio all’ACE

di Matteo Santin
26 Febbraio 2024

Il panorama fiscale italiano subisce una significativa trasformazione con l’entrata in vigore della Riforma fiscale del 2024, che porta con sé la soppressione dell’Agevolazione per la Crescita Economica (ACE) a partire dall’anno in corso.

In virtù delle disposizioni delineate nel Decreto Legislativo n. 216 del 2023, emanato in seguito alla Legge n. 111 del medesimo anno, l’ACE, introdotta nel 2011 dal Decreto Legge n. 201, viene eliminata. Questa agevolazione, mirata a incentivare la capitalizzazione delle imprese, consentiva una deduzione dal reddito complessivo netto pari al rendimento nozionale del capitale proprio.

Tuttavia, il taglio dell’ACE non è del tutto privo di mitigazioni. Infatti, per attenuare gli effetti della sua abrogazione, si introduce la super deduzione, volta a premiare le imprese che assumono nuovi lavoratori a tempo indeterminato.

L’Agenzia delle Entrate, attraverso la Circolare n. 2/E del 6 febbraio 2024, ha fornito dettagliate istruzioni operative agli Uffici, assicurando uniformità d’azione in merito a tali cambiamenti.

ECCEDENZE ACCUMULATE

Per quanto concerne le eccedenze accumulate fino al 2023, il legislatore prevede un regime transitorio che consente il loro utilizzo nei periodi d’imposta successivi. Queste eccedenze possono essere riportate o trasformate in un credito d’imposta, distribuito in cinque quote annuali e utilizzabile in compensazione nel modello IRAP.

Nonostante la fine dell’ACE, la possibilità di usufruire delle agevolazioni accumulate entro il 2023 offre una sorta di salvagente fiscale agli operatori economici, come sottolineato anche dalla stessa Agenzia delle Entrate nel comunicato stampa del 6 febbraio 2024.

QUINDI?

In definitiva, mentre l’ACE si congeda dal panorama fiscale italiano, lascia dietro di sé un’eredità che, seppur attenuata, continua a influenzare le dinamiche fiscali delle imprese nazionali.