Riserve e versamenti dei soci nelle S.r.l.

di Matteo Santin
07 Aprile 2026

In una società a responsabilità limitata (S.r.l.), la gestione delle riserve e dei versamenti dei soci è fondamentale per mantenere equilibrio finanziario, flessibilità operativa e corretta pianificazione fiscale.
Comprendere le diverse tipologie di riserve e i vari modi in cui i soci possono versare denaro alla società aiuta a evitare errori contabili o civilistici e a gestire con consapevolezza la struttura patrimoniale dell’impresa.

Cosa sono le riserve e come si formano

Le riserve rappresentano quote di patrimonio netto accantonate dalla società e non distribuite ai soci.
Servono a rafforzare la solidità finanziaria e a creare margini di sicurezza per future perdite o investimenti. Le riserve si formano in due principali modi:

Riserve di utili
Sono formate con gli utili d’esercizio non distribuiti.
Esempi:
• Riserva legale → è obbligatoria (art. 2430 c.c.): ogni anno va accantonato almeno il 5% dell’utile fino a raggiungere il 20% del capitale sociale.
Esempio: se il capitale è di 100.000 €, la riserva legale dovrà arrivare almeno a 20.000 €.
• Riserva straordinaria o facoltativa → nasce da una scelta volontaria dei soci per rafforzare la società o sostenere investimenti futuri.

Riserve di capitale
Derivano da apporti dei soci o da operazioni sul capitale.
Esempi tipici:
• Riserva da sovrapprezzo quote: quando le nuove quote vengono emesse a un prezzo superiore al valore nominale.
Esempio: se la quota vale 1.000 € ma viene sottoscritta a 1.200 €, i 200 € extra confluiscono nella riserva da sovrapprezzo.
• Versamenti in conto capitale: somme che i soci versano per rafforzare la società, solitamente senza diritto alla restituzione.
• Riserve da rivalutazione: si creano quando la società rivaluta i propri beni (immobili, partecipazioni, ecc.).
• Riserve da rinuncia dei soci ai crediti: quando un socio rinuncia a un credito verso la società, la somma viene imputata a patrimonio netto.

Tipologie di riserve e loro utilizzo

Per capire se una riserva può essere usata o distribuita, bisogna distinguere tra varie categorie:

Tipo di riservaSignificatoPuò essere usata liberamente?
ObbligatoriaPrevista dalla legge (es. riserva legale)Solo in parte o in casi specifici
FacoltativaCostituita su decisione dei sociSì, di norma
DisponibilePuò essere usata per aumenti gratuiti o coprire perdite
IndisponibileVincolata da norme o finalità specificheNo, finché il vincolo non è rimosso
DistribuibilePuò essere restituita ai soci come utileNon sempre coincide con “disponibile”

Esempio pratico:
La riserva da sovrapprezzo quote non può essere distribuita finché la riserva legale non ha raggiunto il 20% del capitale, ma può essere usata per aumenti gratuiti di capitale anche prima di quel momento.

Aumenti gratuiti di capitale e “disponibilità” delle riserve

L’art. 2481-ter c.c. consente alle S.r.l. di aumentare gratuitamente il capitale sociale, imputando ad esso “le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili”.
In pratica, si trasforma una parte delle riserve in capitale sociale, senza richiedere nuovi versamenti ai soci.
Esempio:
Se una società ha un capitale di 100.000 € e una riserva straordinaria di 50.000 €, può deliberare un aumento gratuito del capitale fino a 50.000 €, portandolo a 150.000 €.

Sono utilizzabili per l’aumento gratuito:
• riserva da sovrapprezzo quote;
• riserva straordinaria o facoltativa;
• riserve statutarie (se lo statuto lo consente);
• riserve da rivalutazione “affrancate”.

Non sono utilizzabili:
• riserve in sospensione d’imposta non ancora affrancate;
• riserve vincolate fiscalmente o con destinazione specifica;
• riserve da utili su cambi non realizzati o per azioni proprie.

I versamenti dei soci: tutte le forme possibili

I soci possono sostenere la società non solo attraverso i conferimenti iniziali, ma anche mediante versamenti successivi.
A seconda della loro natura, questi apporti producono effetti molto diversi .

Finanziamenti soci
Sono prestiti veri e propri.
Il socio diventa creditore della società, che dovrà restituire la somma (fruttifera o infruttifera).
In caso di crisi, il rimborso è postergato rispetto agli altri creditori (art. 2467 c.c.).
Esempio:
Un socio presta 30.000 € alla S.r.l. per pagare fornitori. La società potrà restituirli, ma solo dopo aver soddisfatto gli altri creditori.

Versamenti in conto capitale
Sono apporti patrimoniali: il socio non è creditore, ma contribuisce ad aumentare la solidità della società.
Solitamente, non generano diritto alla restituzione e possono essere usati anche per aumenti gratuiti di capitale.
Esempio:
Due soci versano 50.000 € “in conto capitale” per migliorare la liquidità.
Le somme diventano parte del patrimonio netto potranno essere restituite solo in alcuni casi.

Versamenti in conto futuro aumento di capitale
Sono somme versate in vista di un futuro aumento di capitale a pagamento (cioè con emissione di nuove quote).
Fino all’approvazione dell’aumento, le somme restano “sospese”.
Se l’aumento non viene deliberato, il socio può chiederne la restituzione.
Esempio pratico:
I soci versano 100.000 € “in conto futuro aumento di capitale” in attesa della delibera di aumento.
• Se l’aumento viene approvato, le somme confluiscono nel nuovo capitale.
• Se non viene approvato, i soci possono ottenere la restituzione.

Versamenti a fondo perduto o in conto perdite
Sono somme destinate a coprire perdite o rafforzare il patrimonio netto.
Non generano diritti di credito e non possono essere restituite.
Di fatto, equivalgono a un contributo patrimoniale permanente.

Attenzione alla qualificazione: cambia tutto

La differenza tra finanziamento e versamento patrimoniale è decisiva:

FinanziamentoVersamento in conto capitale
NaturaPrestito (mutuo)Apporto patrimoniale
RestituzioneSì, ma postergata ai creditoriNo
Iscrizione in bilancioTra i debitiNel patrimonio netto
Effetto fiscalePossibili interessi passivi deducibiliNessun effetto fiscale diretto
Uso per aumento gratuito

Esempio:
Due soci versano 10.000 € ciascuno.
• Se è finanziamento, la società li iscrive tra i debiti e dovrà restituirli.
• Se è versamento in conto capitale, li iscrive tra le riserve: non si restituiscono, ma aumentano il valore della società.

Consigli pratici per amministratori e soci

Stabilite la natura del versamento fin dall’inizio
Ogni apporto deve essere chiaramente qualificato (finanziamento, conto capitale, futuro aumento ecc.) e documentato con verbale o scrittura privata.

Prevedete clausole chiare nello statuto
Inserire nello statuto la possibilità di ricevere versamenti o finanziamenti soci evita dubbi sulla loro liceità e agevola la gestione futura.

Gestite le riserve in modo pianificato
Prima di deliberare un aumento gratuito o una distribuzione, verificate la disponibilità effettiva delle riserve. Alcune sono vincolate fiscalmente e non immediatamente utilizzabili.