Rottamazione dei ruoli 2026 – Sintesi operativa
di Susanna Amadio
La rottamazione dei ruoli 2026 consente ai contribuenti di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando solo il capitale e alcune spese, con l’azzeramento di sanzioni, interessi e aggi di riscossione.
DEBITI AMMESSI
Rientrano nella rottamazione:
- imposte dichiarate e non versate (IRPEF, IRES, IVA, imposte sostitutive);
- addizionali IRPEF regionali e comunali;
- contributi INPS dichiarati e non pagati;
- sanzioni del Codice della Strada irrogate da amministrazioni statali.
Sono esclusi: - IMU, imposta di registro, successioni e donazioni;
- contributi alle casse professionali;
- debiti derivanti da avvisi di accertamento o avvisi bonari non iscritti a ruolo.
VANTAGGI
La definizione agevolata consente:
- l’annullamento di tutte le sanzioni;
- l’azzeramento degli interessi (anche di mora);
- l’eliminazione degli aggi di riscossione.
Restano dovuti solo capitale e spese di notifica o di eventuali procedure esecutive.
DOMANDA
La domanda deve essere presentata esclusivamente online entro il 30 aprile 2026
sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
È possibile scegliere quali carichi rottamare, anche solo parzialmente.
PAGAMENTO
Il pagamento può avvenire:
- in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026;
- oppure in un massimo di 54 rate bimestrali dal 2026 al 2035.
Sulle rate si applica un interesse annuo del 3% a partire dal 1° agosto 2026.
EFFETTI DELLA DOMANDA
Con la presentazione della domanda:
- sono sospese le nuove azioni esecutive;
- vengono sospesi i termini di prescrizione;
- è possibile ottenere il DURC regolare;
- si sbloccano i pagamenti della Pubblica Amministrazione.
DECADENZA
La rottamazione decade in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive,
o dell’ultima rata.
In tal caso il debito residuo torna integralmente esigibile e non è
possibile ottenere una nuova rateizzazione.