Ultimi giorni per i bonus edilizi: domande e risposte

di Alessandro Boatto
21 Dicembre 2023

Pochi giorni ancora per mettere in fila gli ultimi adempimenti, pagare le fatture, chiudere in qualche caso i lavori o programmare le strade alternative per il 2024.
Il superbonus si prepara, salvo sorprese, a un ritorno alla normalità.
Per evitare errori, vediamo le situazioni più frequenti che ci si può trovare ad affrontare in questi ultimi giorni dell’anno.

Quali sono le scadenze di fine anno e come si recuperano le spese di superbonus?

Il superbonus al 110% e al 90% scade a fine anno.
Per i lavori effettuati nel 2024, quindi, ci sarà l’agevolazione del 70% in condominio, mentre nelle villette e nelle unifamiliari bisognerà orientarsi su altri sconti, perché il superbonus non ci sarà più.
Le regole per recuperare le agevolazioni sulle spese cambiano se si sfruttano le detrazioni in dichiarazione o se, invece, si utilizzano cessione del credito e sconto in fattura.
Nel primo caso, si guarda solo all’effettuazione delle spese con bonifico parlante, che si possono anticipare rispetto alla realizzazione dei lavori: attenzione, però, a eventuali contenziosi con le imprese in caso di ritardi o di lavori non
conformi.
Nel secondo caso, quello di cessione e sconto in fattura, bisognerà effettuare un Sal, allineando i pagamenti all’avanzamento effettivo dei lavori realizzati. Non si potranno, quindi, anticipare le spese.

Quali regole vanno rispettate per i lavori trainati?

Gli interventi trainati (ad esempio, la sostituzione degli infissi) fruiscono dell’aliquota del superbonus se eseguiti “congiuntamente” ai lavori trainanti.
La regola da rispettare è quella secondo cui «le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti».
Questo concetto, riportato in molte circolari delle Entrate, non deve essere travisato, pena la perdita dell’aliquota maggiorata. Non serve attestare (da parte dell’impresa esecutrice) che il lavoro trainato era terminato prima o in concomitanza con l’intervento trainante, perché non è questo che conta, ma contano i pagamenti (o la data di invio della fattura elettronica allo SDI in caso di sconto integrale in fattura).
Pertanto, mentre l’intervento trainante può essere fatturato e pagato anche successivamente alla fine lavori (purché ovviamente all’interno del periodo agevolato), per l’intervento trainato occorre rispettare l’ulteriore condizione che il pagamento deve intervenire prima della data a cui il tecnico fa riferimento per l’attestazione di fine lavori.
In caso di sconto in fattura integrale, per data di pagamento si deve intendere l’invio della fattura elettronica allo SDI.
Non rispettando queste accortezze, il trainato non può godere della maggiorazione di aliquota ma solo (nel rispetto dei requisiti) del bonus ordinario di riferimento.

Quando conviene effettuare l’ultimo Sal?

Se entro il 31 dicembre non è possibile terminare i lavori di superbonus e si desidera trasferire il credito tramite la cessione e lo sconto in fattura, al 31 dicembre 2023 è possibile effettuare un Sal, tramite un’asseverazione, se sono stati effettuati lavori pari o superiore al 30% «del medesimo intervento» (con calcolo separato tra super ecobonus e super sisma bonus).
L’indicazione è di effettuare l’ultimo Sal il più tardi possibile, per comprendere il massimo numero di lavori.
Nonostante la norma preveda che per il superbonus gli stati di avanzamento dei lavori non possano essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno di essi «deve riferirsi ad almeno» il 30% «del medesimo intervento», l’Enea non consente di effettuare il secondo Sal, se il primo Sal è stato superiore al 60%.
In questi casi, consente di inviare l’asseverazione solo per la fine lavori.
Per calcolare il 30%, non rileva l’eventuale circostanza che gli interventi siano realizzati in periodi d’imposta diversi.

Quali sono le indicazioni per una villetta che al 31 dicembre non chiuderà l’intervento?

Il superbonus per villette e immobili indipendenti terminerà con i pagamenti effettuati entro il 31 dicembre.
Al di là delle problematiche di allineamento che si creano in caso di sconto in fattura o cessione del credito, la data del 31 dicembre non è una data che deve necessariamente comportare la “fine lavori”.
È la stessa Agenzia a ricordare che, chiuso il periodo del superbonus, i contribuenti possono «indipendentemente dalla data di effettuazione degli interventi» avvalersi delle detrazioni ordinarie sismabonus, ecobonus e bonus casa «nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa di riferimento».
Si potrà, ad esempio, realizzare interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione con il bonus casa al 50% sino a 96mila euro (ancora per tutto il 2024), rammentando che questo plafond di spesa non è cumulabile (e quindi non è neppure aggiuntivo per interventi già agevolati) con il sismabonus ordinario e super.
Nuovi e diversi interventi, realizzati e pagati in periodi d’imposta diversi, hanno plafond autonomi.
Il sismabonus ordinario (anche in versione acquisti) prosegue sino a fine 2024.
Sino a tutto il 2025 sono possibili interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, con un plafond che è autonomo rispetto agli altri.
Gli interventi ecobonus possono essere agevolati se pagati nel corso del 2024, con i tradizionali limiti di detrazione che corrispondono a limiti di spesa variabili a seconda dell’intervento.
Si tratta, quindi, di un ritorno al passato, a prima dell’epoca superbonus.

È possibile transitare sui bonus minori dal superbonus?

La disciplina del superbonus non individua, in linea di principio, delle nuove categorie di intervento ma richiama più volte le regole dell’ecobonus e quelle del sismabonus.
Solo su alcuni aspetti la disciplina superbonus è più “esigente” (ad esempio il miglioramento di almeno due classi energetiche), per cui nella assoluta maggioranza dei casi gli interventi ammissibili al superbonus hanno (anche) tutte le caratteristiche per accedere ai bonus minori.
Così accade, ad esempio, per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda: in sostanza, il cappotto termico, che potrà avere anche agevolazioni al 70-75 per cento.
Il passaggio sembrerebbe, quindi, teoricamente possibile, ma vanno risolti due problemi.
Il primo è quello dei provvedimenti edilizi (Cilas, Scia preesistente o di nuova presentazione), che devono (ove possibile) essere gestiti in modo da non perdere il superbonus sulle spese già sostenute sino al 2023.
Il titolo, in sostanza, non andrà “chiuso”.
Il secondo è quello della gestione dei massimali di spesa (o di detrazione), generalmente unici per intervento, anche se realizzato in più annualità.

Nel 2024 cessione e sconto resteranno per qualche cantiere?

Al netto di eventuali modifiche, nel 2024 per le opzioni di cessione del credito e di sconto in fattura si applicheranno le regole introdotte dal 17 febbraio 2023.
Le opzioni saranno ancora possibili, se prima del 17 febbraio scorso nei condomìni era già stato deliberato l’intervento ed era già stata presentata la Cilas (o la Cila o altro titolo abilitativo) oppure per le demolizioni e ricostruzioni degli edifici era già stata presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.
Anche per i bonus ordinari nel 2024 si potranno effettuare queste opzioni, ad esempio, se entro il 16 febbraio 2023 era già stata «presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario» (quindi, indipendentemente dall’inizio dei lavori) oppure, per gli interventi in edilizia libera, se entro questa data erano già iniziati i lavori o, in caso contrario, era «già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori».
Infine, come quest’anno, anche nel 2024 saranno ancora possibili le opzioni di cessione del credito o di sconto in fattura per le spese sostenute per gli interventi eliminazione di barriere architettoniche, agevolati con la detrazione Irpef o Ires del 75 per cento.

Dal 2024 è possibile optare liberamente per il sismabonus o per il super sismabonus?

Per gli interventi ammessi al sismabonus, c’è un problema.
Secondo l’agenzia delle Entrate se il contribuente ha le caratteristiche per fruire del superbonus non può “accontentarsi” del sismabonus ordinario.
Questa impostazione si basa sul testo della norma istitutiva del superbonus, secondo la quale per gli interventi di messa in sicurezza antisismica l’aliquota delle detrazioni «è elevata al 110%» nell’arco temporale di applicazione del superbonus. Tuttavia questa alternativa aveva un senso quando l’aliquota «era elevata» al 110% ovvero al 90%.
Ma quando il superbonus scende al 70% (lavori condominiali pagati nel 2024) o addirittura al 65% (lavori condominiali pagati nel 2025), le aliquote ordinarie sono maggiori di quelle superbonus, per cui quella che dovrebbe essere la detrazione “super-maggiorata” è, in realtà, meno conveniente.
Il punto va chiarito prima possibile, anche perché non interessa solo gli interventi di sicurezza sismica condominiali, ma anche quelli posti in essere dal singolo proprietario negli edifici da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate.